• Gianluca Gallerano

L'espansore palatale. Come e quando?


Sono Gianluca Gallerano, co-propietario dello studio dentistico "Dental Praeneste" e specialista in Ortognatodonzia.

L’espansore palatale è il primo degli apparecchi ortodontici di cui vogliamo parlarvi, perché è uno tra i più utilizzati. Ma quando è necessario espandere? Come si attiva? E cosa non dovremmo mai dimenticare quando portiamo questo tipo di apparecchio?

L’espansore palatale rapido (rpe) o espansone mascellare rapido (rme) è un dispositivo ortodontico di tipo ortopedico che consente di correggere il deficit trasversale del mascellare superiore comunemente conosciuto come “palato stretto”. L’incremento del mascellare superiore realizza una condizione favorevole di spazio per l’eruzione dei denti, migliora l’occlusione e la masticazione.

Il fattore “tempo” riveste un ruolo fondamentale al fine di migliorare l’efficacia e l’efficienza dell’espansione, contribuendo al risultato finale del trattamento.

Iniziare a lavorare sui pazienti in crescita, quando ancora non hanno raggiunto la fase di maturità scheletrica, permette all’ortodontista di modificare la condizione occlusale dei bambini, migliorando la posizione delle loro ossa e dei loro denti. Per questo motivo, l’espansione deve essere effettuata in epoca precoce. Spesso il palato stretto condiziona anche lo sviluppo della mandibola e dell’arcata inferiore che essendo la parte mobile del sistema si adatta assumendo una posizione di compenso, quindi deviando da un lato con la comporsa di morsi crociati dentali. Se non viene corretto al piu presto il deficit del mascellare superiore la mandibola tenderà a crescere latero-deviata dando origine ad una asimmetria dento-scheletrica.

L’espansore è un apparecchio fisso che si appoggia sui denti posteriori (primi molari permanenti o secondi molaretti da latte) e ha una vite al centro che deve essere girata dai genitori, con un’apposita “chiavetta”, ogni giorno in casa. L’ortodontista consegna lo schema di attivazione più appropriato, avendo cura di valutare l’avvenuta espansione nei controlli successivi.

Durante la fase attiva, il paziente viene controllato dall’ortodontista ogni 7-14 giorni. Generalmente l’attivazione dura poche settimane, mentre l’espansore sarà mantenuto per almeno 10 mesi.

Il momento giusto per iniziare il trattamento gioca un ruolo fondamentale nell’espansione rapida palatale, poiché condiziona la risposta clinica. L’età migliore è quella prepuberale poiché con la crescita le due ossa che compongono il palato vanno incontro ad una fusione che non permetterebbe più la loro distrazione. Possono essere necessari alcuni giorni per abituarsi all’espansore e, alcun bambini, riferiscono anche qualche fastidio nei giorni successivi all’applicazione dell’apparecchio o alla sua attivazione. La sensazione è quella di un “senso di pressione” alla radice del naso, oppure nella zona degli incisivi superiori. Di solito non è pero necessario ricorrere a un trattamento farmacologico per ridurre questi fastidi. Dopo alcuni giorni si potrà notare la comparsa di uno spazio tra gli incisivi (distemia), che poi si chiuderà spontaneamente in pochi mesi.

Oltre a favorire la correzione della malocclusione e lo sviluppo della dentatura permanente l’espansore del palato permette inoltre di avere un effetto secondario sulla funzione respiratoria nasale e sulla postura linguale.

Per maggiori informazioni contattatemi allo 069534159.


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